I temi principali
Parte cruciale di una comunicazione efficace è la raccolta dei dati personali, cioè di tutte quelle informazioni relative al destinatario che permettono di conoscerlo, colpirlo, seguirlo e fidelizzarlo.
Secondo una ricerca condotta nel 2007, in Italia, il numero di buste indirizzate ricevute da un singolo in un anno è nettamente inferiore a quello che si registra in altri paesi europei, anche di cultura simile alla nostra: in Svizzera sono 233, in Inghilterra 170, in Francia 73, contro le 28 del nostro paese.
E ancora, la vendita pro capite annua derivante dalla comunicazione cartacea è di 378 euro in Inghilterra, di 205 in Svizzera, in Francia di 172 contro i 15 euro in Italia. Il mercato italiano è dunque pronto per crescere, addirittura potrebbe triplicare. Il Mercato del Direct Mail in Europa - Sergio Pilu
I fattori che incidono sullo sviluppo del DM: l’inefficienza del servizio postale ha sicuramente rallentato la crescita del mondo della vendita per corrispondenza e a distanza, che dipende dall’operatore postale, sia nella fase di invio della proposta commerciale che nella fase di soddisfacimento dell’ordine. La struttura dell’intero settore delle comunicazioni, inoltre, e le politiche di pricing delle concessionarie pubblicitarie hanno spesso reso l’investimento in mass advertising (televisione e stampa su tutti) più conveniente in termini di costo/contatto rispetto all’investimento in direct marketing – anche per le aziende di media dimensione.
Infine, la normativa sulla privacy si è nettamente sbilanciata verso la tutela dei diritti del singolo cittadino, lasciando in secondo piano il diritto all’esercizio di impresa. Se in tutte le legislazioni europee è diritto di tutti la titolarità dei dati, in Italia la legge è molto restrittiva poiché si basa essenzialmente sul concetto dell’opt-in, vale a dire il divieto di utilizzo dei dati a meno che la persona abbia dato esplicito consenso.
La soluzione del problema non sta nella creazione di un impedimento generale, ma - nell’ambito dell’adozione di un approccio opt-out - nella creazione di meccanismi di sicurezza e certificazione che garantiscono in pari modo i cittadini, gli operatori di filiera e gli investitori."
La seconda giornata di MailForum si focalizza invece su come i diversi operatori postali in Europa trattano il Direct Mail e di come i processi di innovazione tecnologica siano importanti per l'ottimizzazione dei ruoli di tutta la filiera.
Enrico Barboglio presenta alla platea i risultati di una ricerca condotta dal Direct Mail Advisory Board dell’Universal Postal Union sulla tipologia di presenza di prodotti DM nelle offerte degli operatori postali nazionali in Europa e nel Resto del Mondo.
L’aumento della competitività tra operatori postali e l’importante potenziale di crescita del mercato spingono gli operatori nei vari paesi ad affiancare servizi aggiunti alla postalizzazione.
Gli operatori postali nazionali si sono trovati, in previsione della liberalizzazione, a dover ragionare in termini di nuovi modelli di business, dove fare profitto diventa essenziale per mantenere un livello competitivo adeguato nel mercato non più monopolistico.
Questo passaggio si traduce in una sfida nell’aumento dell’efficienza e dell'affidabilità che l’operatore postale nazionale deve garantire per competere e in investimenti in tecnologia, azioni strategiche di partnership nazionali e internazionali non solo con altri operatori, ma anche con l’intera catena produttiva.
I relatori
Alastair Tempest, FEDMA
Sergio Pilu, Addressvitt
Lisa Leporati, Selecta
Massimo Pasqual, TNT Post
Isabella Bisi, Poste Italiane
Waaled Kahan, Bell+Howell
Enricxo Barboglio, Xplor Italia
Mario Fiorentino, direzione per la regolamentazione postale Ministero delle Comunicazioni
Giuseppe Pantano, Uniposta
Mario Pasquero, Gruppo Poste